• fabrizio rondo

La necessita'di innovare per "decollare" nel business

Aggiornato il: 17 mag 2019


“ Oggi non serve fare meglio quello che abbiamo sempre fatto, serve cambiare le regole del gioco”

Il business oggi sta vivendo un momento di cambiamento con velocita’ crescente, rischio maggiore e marginalita’ decrescenti.

Solo brutte notizie quindi per gli imprenditori? No, assolutamente!

Serve solo adottare una prospettiva strategica, introdurla in azienda assieme a strumenti e metodi per applicarla con efficacia ed efficienza.

Agli imprenditori che conosco dico sempre: " La giornata lavorativa deve dedicare almeno una mezz'ora alle attivita' strategiche"

Il Design Management costituisce un valido supporto di metodo e strumenti per introdurre la strategia in azienda, per analizzare il modello aziendale ed introdurre l'innovazione utile a meglio competere nel mercato.

La strategia è quel processo di pianificazione con il quale si fissano gli obiettivi e si indicano i mezzi, gli strumenti e le azioni per raggiungerli in una prospettiva di medio/lungo periodo. È un processo organizzativo necessario per definire la direzione da prendere e per assumere decisioni sulla allocazione di risorse.

In generale, la pianificazione strategica risponde ad almeno una delle tre domande chiave:

  1. "Che Cosa facciamo?"

  2. "Per Chi lo facciamo?"

  3. "Come facciamo a eccellere?"

Il Design Management e’ sostanzialmente un processo che si divide in 4 fasi:

a) Mappatura, dove viene descritta l'attuale strategia e modello aziendale e la verifica dell'allineamento sulla strategia percepita da parte dei ruoli aziendali.

b) Analisi, dove vengono analizzati punti di forza e debolezza, opportunita' e minacce, mercato, trend, vendite, concorrenza e viene verificata la coerenza e consistenza con quanto soggettivamente percepito.

c) Formulazione, vede attivare la fase di ideazione, quella di selezione delle idee e di prototipazione di nuovo modello aziendale differenziante.

d) Implementazione, che spesso passa attraverso una fase di test, prevede la redazione del piano strategico e degli obiettivi, definisce le linee guida per il loro raggiungimento e verifica l'esistenza delle risorse economico/finanziarie, tecnologiche ed organizzative.

Nel vocabolario del business il termine, ma anche la metodica non e' ancora pienamente entrata. Ma in questo momento di forti cambiamenti crescente e' la necessita' di strumenti e metodi che aiutino le aziende a semplificare le complessita' e a portare innovazione differenziante al loro interno.

Definito il " Design Management", ora proviamo a capire dove questo puo' operare. All’interno di una azienda il design puo’ influire sulla gestione a diversi livelli:

  • Strategico (supportano nella definizione della strategia)

  • Tattico (mosse che all’interno della strategia cambiano via via a seconda del mutare delle condizioni ambientali o dell’azienda stessa)

  • Operativo (sviluppo del prodotto o del servizio).

Nella definizione di obiettivi a lungo come nelle decisioni quotidiane

Nella definizione delle strategie, nello sviluppo, nell’implementazione dei progetti, nei servizi, nelle relazioni con la clientela e con gli stakeholder.

I processi di design rafforzano il marchio, stimolano l’innovazione, differenziano (rendono manifesti gli obiettivi strategici), ma anche permettono di trovare soluzioni semplici ai problemi complessi con un approccio orientato all’utente

Gli anni recenti sono stati di forte crisi per il mondo delle imprese. Tratto dalla rete, interessante e' l'etimologia (studio dell'origine della parola) di crisi.

Il termine “crisi”, di derivazione greca (κρίσις), originariamente indicava la separazione, provenendo infatti dal verbo greco κρίνω: “separare”, appunto. Il verbo era utilizzato in riferimento alla trebbiatura, cioè all’attività conclusiva nella raccolta del grano, consistente nella separazione della granella del frumento dalla paglia e dalla pula[1]. Da qui derivò tanto il primo significato di “separare”, quanto quello traslato di “scegliere”. In origine, dunque, il termine era di derivazione agricola. Da qui “crisi” acquistò poi una serie di significati secondari, già presenti nella lingua greca. Nel Vocabolario della lingua greca di Franco Montanari, oltre al primo significato di “separare”, troviamo così in successione: “scelta”, “giudizio”, inteso anche come “capacità di giudizio”, “discernimento”, “interpretazione” di sogni, prodigi ecc............La seconda accezione di “crisi”, cioè “periodo critico”, si ricollega qui all’ultimo significato dato al termine greco, cioè quello di “fase critica”. Il trait d’union sta nell’idea astratta, suggerita dalle parole come “fase” o “periodo”, di un processo in atto, ovvero di un’evoluzione nel tempo di una data situazione......................L’idea di positività è qui da leggersi all’interno dell’ambito medico, dove “crisi” indica appunto l’esito conclusivo dell’uscita dalla malattia. La seconda accezione, di senso figurale, riportata sempre nel Tommaseo-Bellini, connota, invece, “crisi” come un «momento pericoloso o decisivo» fornendo così quella sfumatura negativa che il termine acquisterà nel corso del Novecento.

Il concetto quindi non e' solo negativo, un momento che impone scelte, quindi cambiamento, ed un percorso verso il cambiamento( che puo' rappresentare anche importanti nuove opportunita.

Altro elemento e' che nel futuro il cambiamento sara' sempre piu' veloce, il rischio imprenditoriale maggiore e con marginalita' tendenzialmente piu' basse.

Il Design Management costituisce un valido supporto di metodo e strumenti per introdurre la strategia in azienda, per analizzare il modello aziendale ed introdurre l'innovazione utile a meglio competere nel mercato.

Fabrizio Rondo www.praticacompany.biz fabrizio.rondo@praticacompany.com

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